Introduzione

Categoria: storia
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Pensando ad una entità da salvaguardare e valorizzare, il Gruppo di ricerche storiche dell’Associazione Culturale “La Vetta” ha avuto l’idea di creare una prima raccolta di notizie e reperti sul patrimonio storico, artistico e paesaggistico del territorio montano di Veroli, con la vasta area che si estende dai confini con Sora e quelli di Alatri, identificabile nella frazione di Santa Francesca.

La ricerca, finora prodotta, rappresenta solo una prima pietra nella ricostruzione delle origini della nostra cultura e delle nostre tradizioni, pertanto non si è potuto dare una risposta compiuta a tutte le problematiche.

Abbiamo iniziato una quindicina di anni fa, a raccogliere e verificare le tante storie del passato tramandate oralmente, ma che rappresentano un punto di partenza delle informazioni ritenute più importanti per stimolare la curiosità e la volontà di saperne di più.

Un elemento che unisce il nostro Gruppo di ricerca è l’amore per la montagna e le bellezze naturali. In tale ottica ci soffermiamo ad esaminare luoghi e paesaggi dove sono ubicate testimonianze del passato e dove si sono svolti avvenimenti storici; da qui l’idea di creare degli itinerari storico-paesaggistici-naturalistici che consentano, da un lato, di apprezzare e godere delle bellezze naturali dei Monti Ernici e dall’altro, di tornare idealmente indietro nel tempo.

Il nostro scopo è di stimolare una sinergia, sia tra le Autorità competenti, ma anche con la comunità di Santa Francesca, che ha tutte le carte in regola per essere garante di una corretta salvaguardia e valorizzazione di questo non trascurabile patrimonio culturale. Da una corretta utilizzazione dello stesso potrebbe derivare un turismo qualificato e moltiplicatore di opportunità di lavoro, così carente nel contesto verulano.

Automatici sarebbero, in tale ottica, anche il rilancio dell’artigianato e la realizzare alcuni centri agrituristici.

In questo clima di risvegli culturali ben rientra anche il progetto della creazione di una Raccolta Didattica Polivalente incentrata sulle tradizioni, sul folclore, sulla cultura contadina, sul patrimonio naturalistico, sull’artigianato e sulla storia del nostro territorio e capace di soddisfare i diversi interessi e le variegate curiosità dei turisti utilizzando, oltre alle indagini del nostro Gruppo, anche le ricerche svolte dagli alunni della Scuola di santa Francesca.

La ricerca sul campo ha avuto inizio con la lettura di libri che riportavano avvenimenti storici sul brigantaggio a Veroli e sui vicini monti della Selva di Sora. Da essa è emersa l’esistenza di strutture logistiche militari e sanitarie, dislocate lungo il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno Borbonico. Spinti dalla curiosità di ritrovare tali strutture, con numerose escursioni, abbiamo svolto un accurato lavoro di ricerca sul territorio pedemontano (Fontana Fusa, Monte Tartaro, Monte Cornito, Monte Pedicino, Monte Castello, Monte Pratelle, Prato di Campoli, San Giacomo e Mugliera) che circonda la frazione di Santa Francesca.

L’individuazione dell’opera umana dopo tanti anni, è stato compito veramente arduo, sia a causa della vastità e asprezza del territorio, sia a causa della vegetazione, cresciuta abbondantemente e ben radicata nell’area dei ruderi stessi, sì da renderli quasi irriconoscibili.

In questa ricerca sono stati di valido aiuto numerose persone anziane che in gioventù, avevano frequentato il territorio in questione, per dedicarsi all’attività silvo-pastorale ed all’agricoltura di montagna. La raccolta di queste interviste, contenenti sia dati reali che storie non di rado dai forti contenuti favolistici, ci ha fornito notizie ed indicazioni, successivamente confrontate con i dati storici ed attentamente verificate sul territorio.

Questo lavoro ha avuto il sapore di un viaggio attraverso la storia, perché l’osservazione dei ruderi e lo studio delle testimonianze murarie, ci indicava in tutto il suo spessore la ricchezza del patrimonio storico-artistico delle nostre contrade, per secoli linea di confine tra due Stati ma mai barriera insormontabile.

Tutto ciò, da un lato, ci dava grande soddisfazione perché ci ricompensava dei tanti sacrifici sostenuti, dall’altro, aumentava gli argomenti da studiare costringendoci anche ad affrontare tematiche scarsamente o per nulla finora indagate dagli specialisti, fatto questo ancora più problematico per noi tutti del Gruppo di ricerca che non possediamo una formazione storica di base.

Senza arrenderci ci siamo impegnati con tutte le nostre forze nel tentativo di colmare le nostre lacune consultando i volumi e le fonti archivistiche conservate presso l’Archivio di Stato di Frosinone, la Biblioteca del Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca”, la Biblioteca Giovardiana di Veroli e la Biblioteca Statale annessa al Monumento Nazionale di Casamari; importante anche il consulto ed il parere degli studiosi e dei ricercatori che da anni operano in zona: oltre Eugenio Maria Beranger e Paolo Scaccia Scarafoni Che hanno collaborato con il gruppo, utili consigli e suggerimenti ci hanno fornito don Celestino Del Noce, don Francesco Mancini, Marcello Stirpe, Giuseppe Trulli, Domenico Rotundo, Maria L. Scaccia, Domenico Celestino, Michele Ferri, Tommaso A.D’Arpino, Alessandro Romano, Ugo Muraglia, Antonio Aloni e Giuseppe D’Onorio.

Per noi che ci siamo, per diletto, cimentati in questa avventura provenendo da esperienze che nulla hanno a che fare con l’archeologia, la storia, le scienze demo-antropologiche, toponomastici e architettonici, ha rappresentato un’opportunità che nel tempo ha arricchito il nostro bagaglio culturale.

La massima che vogliamo trasmettere, è di credere fermamente, che quando la storia torna a vivere nel presente diventa una risorsa.

Il lavoro di ricerca fin qui svolto rappresenta una consistente base di partenza, pertanto si spera di trovare appassionati disposti ad aiutarci e proseguire quanto da noi intrapreso, per garantire alle generazioni future un patrimonio che il tempo potrebbe far dimenticare.

 

Dr. Achille Lamesi

(coordinatore del Gruppo di Ricerca Storica)

 

 

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